Zegna rafforza la leadership nell'uomo

Data

gen 18, 2008

di Cristina Jucker

Grandi superfici per ogni brand, un piano intero per le collezioni Ermenegildo Zegna, poi la couture, e ancora gli accessori. Ma anche gli uffici marketing, retail, i responsabili prodotto. In tutto 150 persone, riunite negli 8mila metri quadri della nuova sede della Ermenegildo Zegna, progettata da Antonio Citterio con lo studio Beretta, in Via Savona, nel quartiere milanese un tempo occupato dall'industria pesante (da Riva Calzoni ad Ansaldo), oggi diventato il cuore del mondo della moda e dell'arte.
Un investimento importante («Non abbiamo mai speso tanti soldi per una cosa sola» ammette l'amministratore delegato Gildo Zegna, che però non rivela la cifra) destinato a diventare il perno delle attività mondiali del gruppo biellese. Che a questo punto può contare su cinque grandi show room: questo di Milano, un altro a Barcellona (importante per i Paesi del Sud America), poi uno a New York, a Shanghai e a Tokyo. Una pietra miliare per consolidare la posizione di leader nell'abbigliamento maschile. I dettagli del bilancio 2007 non sono ancora pronti, ma, anticipa Gildo Zegna, «i ricavi dovrebbero essere in linea con l'anno precedente (780 milioni di euro nel 2006, ndr) mentre i profitti sono cresciuti con una percentuale maggiore. Tutto sommato siamo soddisfatti, anche se c'è stata la sorpresa di un dicembre meno buono del previsto». E per il 2008? «Quello che ci preoccupa non è tanto il cambio euro/dollaro, ormai pensiamo che dovrebbe restare su questi livelli. La grossa incognita è l'andamento dell'economia degli Stati Uniti, dove fra due settimane apriremo un nuovo global store a New York. In compenso la Cina per noi cresce del 30-40% all'anno e in India apriamo altri due negozi (uno l'abbiamo già)».

L'apertura alla stampa e ai buyer di tutto il mondo della nuova sede milanese è stata anche l'occasione per presentare la nuova collezione autunno-inverno 2008-2009: il tema chiave è "transeasonal", abiti raffinati, in tessuti di cashmere e lana caldi ma leggeri, per chi viaggia molto in climi diversi. Ma anche accessori in pelli pregiate, nei colori naturali, dal marrone al verde. «Accessori e cravatte – spiega Gildo Zegna – hanno ormai raggiunto il 15% circa dei ricavi: l'obiettivo è arrivare al 20%». Una collezione raffinata, sia negli abiti formali sia in quelli più sportivi, con una grossa dose di lusso: «Abbiamo puntato molto in alto con i materiali pregiati» aggiunge l'amministratore delegato. Convinto che il lusso sia tutt'altro che in crisi, a dispetto degli andamenti in Borsa dei titoli del settore in questo periodo. «Francamente mi sembrano delle reazioni un po' eccessive» dice Gildo Zegna. Poi ci pensa un po' e aggiunge ironico: «In fondo il lusso è abituato agli eccessi. Comunque meglio per noi non essere quotati».

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