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Franchisee: come prepararsi per diventare “padroni di se stessi” (in inglese: be the boss)

Da: Email Author

Come diventare Franchisee





Franchisee

Ogni anno, il mercato italiano registra l’introduzione di nuove insegne di franchising e l’apertura dai 1.000 ai 2.000 punti vendita dislocati nei centri cittadini, nelle vie e nei centri commerciali, presso aeroporti, stazioni ferroviarie ecc.. Stimando che ogni punto vendita necessita, in media, di 2 addetti, l’occupazione si attesta tra le 2mila e 4mila unità. In questi ultimi anni, grazie alla costante evoluzione tecnologica, hanno fatto la loro comparsa proposte di attività in franchising da svolgere presso la propria abitazione, a tempo parziale, con un autoveicolo, ecc..

Questi risultati così significativi raggiunti dalle franchise italiane sono realizzabili, dagli aspiranti franchisee, attraverso l’utilizzo di canali differenti come, ad esempio, la partecipazione ai saloni del franchising, la consultazione di pagine pubblicitarie e di messaggi pubblicati sulla stampa specializzata e di settore e, per ultimo, ma non per importanza, tramite il potente strumento di informazione rappresentato dall’Internet e fruibile, 24 ore su 24, da chiunque.

Cosa significa diventare franchisee

Naturalmente, prima di intraprendere un processo di affiliazione commerciale, è necessario documentarsi su “come funziona” la formula del franchising, reperendo informazioni su tutti gli aspetti inerenti a questa tecnica di marketing.

Rivolgendosi a uno dei tanti franchisor presenti nel mercato italiano e, quindi, già noto e riconosciuto dal vasto pubblico di consumatori/clienti, il neo imprenditore di se stesso si assicura un business con il più alto tasso di successo: una ricerca americana ha, infatti, rilevato che il 90% dei punti vendita in franchising sono ancora in attività, dopo 5 anni dall’apertura.

Se, da un lato, diventare franchisee implica l’adesione a una rete di punti vendita in franchising già nota e testata nel mercato, d’altra parte risulta di cruciale importanza valutare attentamente l’investimento iniziale, talvolta piuttosto elevato (soprattutto nel campo della distribuzione di prodotti), e tutte le difficoltà insite in un progetto di creazione d’impresa.

Pertanto, prepararsi significa:

  • intraprendere una chiara e onesta autovalutazione sulle proprie attitudini, ambizioni, aspirazioni, ecc.;
  • individuare un settore di attività confacente alle proprie capacità, individuate dopo il processo di cui al punto precedente;
  • identificare una ristretta rosa di franchisor che ispirino fiducia;
  • definire un progetto economico e un conto economico previsionale, che sia in linea con la propria disponibilità finanziaria o con le possibilità di richiesta di finanziamento bancario;
  • contattare uno o due franchisor prescelti per farsi rilasciare tutti i chiarimenti possibili e immaginabili e per programmare l’entrata nel mercato.

Risulta essere una valida prassi quella di contattare, di persona, alcuni franchisee già inseriti nella rete, in modo tale da reperire informazioni, “di prima mano”, sull’affidabilità del franchisor.

Non dimentichiamo il ruolo fondamentale svolto da professionisti quali avvocati, commercialisti, consulenti di franchising, al fine di evitare di incorrere in errori nelle procedure di affiliazione, che si concluderanno con la firma del contratto di franchising.

Laura Bonani

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