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September 21, 2009

Da Cagnano a New York: la storia dei fratelli Masci ed il loro Mulino

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NEW YORK.

No, non è fantascienza ma la vicenda reale di due fratelli abruzzesi, emigrati in America nel 1976, dal minuscolo centro San Giovanni di Cagnano in provincia di Aquila.

I protagonisti di questa roccambolesca avventura sono Fernando e Gino Masci, proprietari del piu’ famoso ristorante della Grande Mela “Il Mulino” che ospita presidenti, ambasciatori, avvocati, letterati, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
I presidenti Barack Obama e Bill Clinton sono i piu’ recenti clienti i quali la scorsa settimana hanno consumato “tet a tet” nella piu’ schietta privacy un pranzo davvero speciale.
Il nostro racconto parte 30 anni or sono.
Il centro aquilano non offriva molto alla vita dei suoi operanti ma disoccupati cittadini. Fernando, il piu’ anziano, convince Gino a cambiare aria rattristati, ovviamente, di dover lasciare i genitori, gli amici, il superbo Gran Sasso ed il buon vino. Dopo aver trascorso un lungo tempo in ottimi ristoranti romani, imparando i segreti dell’arte culinaria, sbarcano in Canada, dove lavorano in buoni ristoranti, per poi passare, in America, la terra dei sogni ad occhi aperti.

Come avete scelto il nome del ristorante Il Mulino?
«Da bambini andavamo al mulino per racimolare un po’ di farina per la polenta invernale. Il mulino era divenuto il nostro club dove imparavamo anche l’arte e a vivere con la comunità. Quando ripenso a quei giorni, ho 63 anni, gli occhi mi si inumidiscono».
Il rinomato tempio culinario, che si erge in un calmo angolo del Greenwich Village di New York ha clienti anche giapponesi e cinesi ma sono gli americani che gareggiano a provare le numerose pietanze,e come dice Gino, ogni cliente viene trattato al pari di una celebrità.

Anche in Canada, California, Las Vegas, Westchester ci sono locali son lo stesso nome. Siete forse padroni di tutti questi locali?
«No», risponde Gino «sono omonimi, ma... non parenti. Noi abbiamo venduto soltanto il marchio in franchising. Come puo’ constatare il nostro Mulino e’ gia’ un impegno non comune ed il telefono, Dio lo benedica, non cessa mai di trillare. Confesso che qualche annetto fa avevo deciso di ritirarmi per consumare parte della mia pensione sui monti abruzzesi, e al mare azzurro con i miei numerosi cugini, ma sei anni fa mia madre rese l’anima a Dio e Fernando mi convinse di “star quieto” ed eccoci qua».

Italiani turisti ne vedete sovente?
«Tanti, ed è un piacere. Qui son venuti tanti illustri personaggi, come il nostro onorevole Andreotti. Qualche anno fa il Quirinale ci conferì un “riconoscimento” ma purtroppo non potemmo andare a ritirarlo per ragioni di lavoro».

Allora l’Abruzzo e’ passato nel dimenticatoio!!?
«Affatto, adesso trascorriamo molto tempo a Miami, non in vacanza ma a dirigere il nuovo ristorante:”Il Gabbiano”, simbolo marinaresco, un locale che non impieghera’ molto tempo per superare il... vecchio Mulino».

Dunque, New York e Miami, si dividono le vostre prelibate pietanze. Vuoi dirci qual è la piu’ richiesta?
«L’aragosta arrabbiata, preparata con peperoncino piccante e aglio e poi i ravioli ripieni di porcino,con crema di tartufo nero,che viene dall’Italia, affogati di champagne, sono imbattibili».

Distacchiamoci brevemente dal “Mulino” e parliamo del “Gabbiano”.
«E’ un locale che contiene 200 persone. Cento nel settore coperto e cento sulla vasta terrazza, separata da una ampia vetrata, che si specchia sulla Baia di Key Biscaine. Lo spettacolo e’ veramente elettrizzante, e le pietanze sono come quelle del Mulino con l’aggiunta di qualche pesce esotico che a Miami abbondano».

San Giovanni di Cagnano e’ stata colpita duramente dal sisma?
«Stando a quanto mi riferiscono i miei cugini le case hanno subito delle incrinature riparabili. Noi avevamo deciso di mandare una buona somma per i lavori ma mi dicono di attendere perchè la burocrazia sta subendo soste e allora... Tuttavia siamo sempre pronti a fare il nostro dovere, come quando, l’undici settembre 2001, le due Torri di New York vennero colpite donando dieci mila dollari».

Gino, un’ultima curiosità: cosa hai servito ai due Presidenti americani?
«Diverse portate, tra le quali Capellini con aragostine e vongole al
Presidente Obama e “bronzine” al sale con salsa di olio di limone e origano al simpatico Clinton».

Ed il conto... chi l’ha pagato?
«Top secret questo... questione di Stato».

Lino Manocchia 18/09/2009 9.49

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