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October 10, 2007

La rinascita dei giovani talenti

Fonte: La Repubblica - Affari & Finanza

Sulle ultime passerelle del pretàporter femminile di Milano si è finalmente levata una voce ottimistica per le sorti del made in Italy: largo ai giovani. Mai come in quest’ultima settimana di sfilate, accanto ai titani storici e in barba agli strali velenosi della stampa estera che ha accusato la nostra moda di gerontocrazia, sono emersi così tanti nuovi talenti che, secondo il consenso unanime di critici e compratori, potrebbero trainare lo stile tricolore del domani perché hanno idee valide, originali e per giunta accessibili al mercato, credono nella tradizione sartoriale ma sono anche un po’ imprenditori, come si conviene a uno stilista moderno.
Alcuni come Gaetano Navarra, Paola Frani, Francesco Scognamiglio e il duo di 6267 hanno già una struttura aziendale alle spalle. Altri, come il giovane Albino D’Amato, stanno cercando una società che possa fornirgli il supporto organizzativo ed economico necessario per andare avanti tranquilli. A tender loro una mano è stato Massimiliano Bizzi, presidente del salone di moda White che ha incluso Albino in una rosa di 11 nuovi nomi nel quadro del suo progetto "Club White", un ponte fra i giovani stilisti e le aziende del settore disposte a investire su di loro. «All’età di 13 anni a Roma ogni giorno infilavo di nascosto dei miei schizzi nella cassetta della posta di Valentino sperando che mi notasse» racconta Albino. Poi il sogno è diventato realtà. Dopo aver fondato una piccola società con l’amico architetto Gianfranco Fenizia, Albino è stato scoperto da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, che lo ha lanciato con il concorso creativo "Who’s on next". Ora lo stilista, amante della couture di una volta e dei volumi scultorei, oltre alle sue disegna le collezioni di Victor Victoria, marchio rilevato dall’imprenditore Sergio Tegon, proprietario del brand Seventy e vende le sue creazioni in America, Giappone, Russia e in Italia in multibrand prestigiosi.
E’ abbastanza simile alla storia di Albino quella di Tommaso Aquilano, suo compagno di studi all’accademia romana di costume e moda, e Roberto Rimondi, alias 6267, anch’essi selezionati dalla Sozzani nell’ambito del concorso "Who’s on next" di cui hanno vinto il primo premio e che, accanto alla loro linea sartoriale prodotta e distribuita dalla Castor di Castellucchio (Mantova) creano anche i capi di Malo, marchio storico sinonimo di cachemire di qualità elevata che hanno rilanciato con ottimi esiti. «La donna di Malo è più classica e rilassata — spiega Tommaso Aquilano — quella di 6267 (il nome del marchio nasce dalle cifre ricamate sulle divise dei bambini che, come Roberto Rimondi, passavano l’estate in colonia n. d. r.) sfugge ai cliché e ama la sperimentazione; non vestiamo un solo tipo di donna e i nostri modelli, realizzati secondo canoni sartoriali in una dimensione industriale, donano anche a una 46».
Certo oggi per emergere fra i big della moda ci vuole tanta tenacia e abnegazione, «ma con il giusto distacco emotivo dall’ambiente della moda» come precisa Gaetano Navarra. Lo stilista di nobili origini già sfilava con successo a Milano Collezioni negli anni ‘90 con le top model, ha un’azienda sua a Bologna che produce e distribuisce le sue linee di alta gamma maschili e femminili, 5 showroom in tutta Italia e una collezione di maglieria ed è figlio d’arte. Chi invece è partita da zero a soli 19 anni è Paola Frani. «Amo molto il design e l’arte e ho un debole per Coco Chanel» racconta la designer che ha il suo quartier generale a S. Mauro Pascoli in Romagna dove disegna e fa produrre le sue tre linee femminili. Lei, che ama una donna un po’ minimal ma molto femminile e sta per aprire due nuovi monomarca a Pechino e Atene, non intende disertare le passerelle milanesi nonostante i problemi gestionali, a differenza di Francesco Scognamiglio. Il giovane e sanguigno talento pompeiano nasce nell’alta moda, ammira Versace e oggi crea i suoi capi sofisticati e un po’ androgini, prodotti dalla Kabi di Bergamo, per donne dal glamour ovattato come Sofia Coppola e Chloe Sevigny.

ENRICO MARIA ALBAMONTE



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