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October 11, 2007

Consumi, in Cina si diffonde la febbre per lo shopping

da CorriereAsia




SHANGHAI: Chi lo avrebbe mai detto! I cinesi in vacanza scelgono shopping, divertimento e famiglia, proprio come noi. È quanto emerge dalla terza Golden Week, la festa nazionale che dall'1 al 7 ottobre ha sgomberato gli stabilimenti produttivi, riversando milioni di lavoratori nelle strade, pronti ad investire il tempo libero e svuotare il portafogli. Altro che file di casacche e baschetti blu ordinati sulla via verso casa. Un ricordo vago, offuscato da orde di giovani e meno giovani vestiti alla moda, pronti a rincorrere la promozione più aggressiva nel mega-store di turno. Effetti del consumismo, la cui febbre è giunta ad ammorbidire i rigori del passato, quasi un contrappasso ai dettami del Grande Timoniere. Così come accade in occidente con le feste di Natale, anche in Cina, a 13 mila chilometri da Milano, Parigi e Londra si è consumata la folle corsa agli acquisti, prontamente annotata con numeri e statistiche dal governo di Pechino.

In base ai dati forniti dal Ministero del Commercio, dal 1999 ad oggi le vendite al dettaglio sono aumentate del 16% annuo, sfiorando nei giorni scorsi il record dei 47 miliardi di dollari. A finire nei carrelli della spesa sono stati soprattutto abbigliamento di marca, elettrodomestici e articoli per la casa, gioielli in oro e argento, auto (in gran parte di lusso), televisori a schermo piatto da 42 pollici, e ovviamente telefoni cellulari. Tutto esaurito poi nei ristoranti delle grandi città, molti dei quali prenotati mesi addietro da migliaia di giovani coppie che hanno scelto la 'finestra' di inizio ottobre per sposarsi. Impressionanti i numeri della sola Shanghai, che in una settimana ha ospitato ben 30 mila cerimonie nuziali. Sempre nella capitale economica della Cina sono stati organizzati particolari eventi per "aiutare" la gente a spendere, battezzati Shopping Festival. Secondo il ministero del commercio, l'exploit di Shanghai sarebbe stato alimentato anche da tre importanti eventi sportivi concentrati nella stessa settimana, quali la Coppa del Mondo di calcio femminile, le Special Olympics e il Gran Premio di Formula 1. Notizia accolta con entusiasmo soprattutto a Pechino, dove l'estate prossima si svolgeranno le più costose olimpiadi della storia. Inevitabili le ripercussioni anche nel campo dei trasporti, lo conferma la Chinese Airlines che in solo giorno, il 30 settembre, ha imbarcato 540 mila viaggiatori per destinazioni interne.

A trainare la crescita hanno contribuito molteplici fattori, quali: la progressiva se pur lenta liberalizzazione del mercato interno, e apertura verso le importazioni; lo sviluppo inesorabile della classe medio alta, passata dai 15 milioni di individui ai circa 80 milioni attuali, che compongono uno dei mercati più vivaci e attivi del pianeta; la profonda voglia di riscatto covata da ogni cinese e alimentata dai sensibili (se pur minimi) aumenti di salario concessi a molti lavoratori, soprattutto nelle metropoli costiere; per finire con la scelta attuata dal governo, di istituire 3 Golden Week all'anno. Una in corrispondenza della festa di primavera, la seconda a inizio maggio, la terza ad ottobre, tutte con lo scopo dichiarato di "incoraggiare la gente a stare con la famiglia, e a spendere più soldi per ravvivare il commercio interno e favorire la crescita economica".

Anche se con le dovute proporzioni, la febbre per lo shopping ha superato le periferie delle metropoli, arrivando nelle campagne e innescando 'esodi' contrapposti. Da un lato i cittadini, fuggiti verso il verde dell'entroterra per staccare con i ritmi alienati delle città, dall'altro gli abitanti delle campagne più agiati (da sottolineare che in molte aree dell'entroterra miseria e povertà sono ancora una dominante per milioni di persone), pronti ad immergersi nel grigio caos dei centri urbani. Non è un caso dunque se l'attenzione dei commercianti, in particolare dei distributori di beni di lusso, sia sempre più rivolta all'entroterra. Città come Zhengshou nella regione dello Henan, dove dall'8 all'11 novembre avrà luogo la prima fiera internazionale del lusso. Un evento sponsorizzato dalla World Luxury Association, che punterà i riflettori su jet privati, yacht, gioielli, sigari, auto di grossa cilindrata e griffe della moda, magari anche Made in Italy.
Lusso e ricchi a parte, sembra che in Cina il consumismo stia attecchendo bene, forse più in fretta del miglioramento di condizioni e salari dei lavoratori, i quali tuttavia sono meno disposti a rinunciare ai gingilli esposti in vetrina. A questo punto viene spontaneo chiedesi cosa succederà quando milioni di operai inizieranno a pretendere stipendi maggiori, e magari una quarta Golden Week per viaggiare ed iniziare a vivere? La Cina continuerà ad essere il fenomeno che conosciamo?

Emanuele Confortin



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