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November 14, 2006

Generazione 1000 Euro?

Chi sono e cosa vogliono dal lavoro i neolaureati italiani

Chi sono i giovani neolaureati che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro? Quali le aspettative, i timori di coloro che andranno con ogni probabilità a far parte della cosiddetta “generazione 1000 euro”?

E’ questo ciò che Monster.it, sito di riferimento in Italia e nel mondo per il recruiting on line, ha cercato di scoprire attraverso un’indagine compiuta intervistando 986 neolaureati provenienti da tutte le regioni italiane.

Secondo quanto rilevato da Monster.it, la maggior parte dei giovani intervistati (i due terzi) si è laureato tra i 23 e i 26 anni.

Tra costoro, sono una maggioranza coloro che escono dall’università con una laurea del vecchio ordinamento (71%) anche se la percentuale è in via di riduzione (del 13% rispetto all’anno precedente), essendo oramai in esaurimento la classe di coloro che rientrano ancora nel vecchio ordinamento. Questi ultimi stanno, infatti, lasciando il posto ai giovani in possesso della laurea triennale introdotta dalla nuova normativa (18% dei casi), in crescita di 8 punti percentuali rispetto al 2005.

La maggior parte dei neolaureati che compongono il campione detiene un titolo tecnico-scientifico. Più precisamente, il 29% del campione si è laureato in ingegneria, mentre quasi uno su quattro ha conseguito una laurea in economia. Tra le materie umanistiche, le lauree in scienze della comunicazione sono quelle che prevalgono (9% dei casi), cui seguono sociologia, lettere, filosofia con il 7% e, con percentuali non molto dissimili, giurisprudenza, scienze politiche e lingue che si aggirano attorno al 4%.

Dall’indagine realizzata, risulta inoltre che il laureato-tipo ha raggiunto un voto di laurea compreso tra i 100 e i 110 punti nel 50% dei casi, mentre il 23% è riuscito a conseguire il massimo punteggio. Solo un neolaureato su 5 ha invece compiuto un’esperienza di studio all’estero.

Quanto ai giovani che hanno frequentato un master, rispetto al 2005, l’indagine ha messo in luce come vi sia stata una diminuzione della percentuale di coloro che hanno scelto una formazione postuniversitaria: se nello scorso anno un neolaureato su 4 aveva infatti continuato i propri studi attraverso un master biennale, annuale o di durata inferiore all’anno, nel 2006 la percentuale è scesa al 22%, con un 78% di giovani che quindi non ha voluto proseguire il proprio corso di studi una volta conseguita la laurea.

Forse questa diminuzione può essere spiegata dal fatto che per dei loro coetanei il master non si è rivelato come uno strumento determinante ai fini di una prima collocazione nel mondo del lavoro per stessa ammissione dei neolaureati. Infatti, nonostante più della metà del campione che ne ha frequentato uno abbia giudicato come positiva l’esperienza vissuta, per il 32% degli intervistati il master non li ha effettivamente aiutati ad essere collocati in azienda. Solo per il 29% è stato un fattore utile per riuscire ad essere inserito in stage e solo nel 10% dei casi per procurarsi un colloquio.

In seguito agli sforzi profusi durante gli anni di studi, non si può di certo dire che motivazioni, stimoli e soprattutto aspettative manchino negli animi di chi si sta affacciando nel mondo del lavoro. E nemmeno si può dire che i giovani intervistati non abbiano le idee chiare. In base alle risposte raccolte da Monster.it, 2 milioni di visite mensili, 793 mila utenti registrati e 950 mila CV inseriti nel proprio data base, sono infatti fondamentalmente tre i fattori di cui i neolaureati tengono conto nella scelta dell’azienda in cui lavorare.

Mentre ci si aspetterebbe che il pacchetto retributivo fosse uno di questi, in realtà esso è ritenuto importante solo nel 12% dei casi. E’ invece la possibilità di imparare e crescere in azienda ciò che più conta per i giovani di oggi.

Tuttavia, rispondendo alla domanda “Come neolaureato che sta entrando nel mondo del lavoro, cosa ti fa più paura?”, uno su quattro dei partecipanti all’indagine ha riposto che ciò che lo spaventa di più è la possibilità di non poter essere indipendente economicamente. Medesima la percentuale di chi teme di non riuscire a trovare un’occupazione, mentre il 19% conferma che il non avere una stabilità contrattuale rappresenta motivo di preoccupazione.

“Il nostro sito - dichiara Nicola Rossi, direttore Marketing di Monster.it - rappresenta senz’altro un osservatorio privilegiato sul mondo del lavoro, e l’indagine sui neolaureati che si sono sottoposti alla nostra intervista, contribuisce a far luce sullo stato reale e “morale” degli aspiranti giovani lavoratori”.

“Riconosco – continua Rossi - che alle previsioni e giuste aspettative dei giovani si contrappongono timori ed incertezze che difficilmente il mercato del lavoro, negli ultimi tempi, è riuscito ad alleviare. Per questo motivo emerge la necessità, all’interno del panorama italiano, di migliorare la situazione che si presenta ai giovani appena entrati in questa nuova realtà e offrire loro maggiori prospettive, cercando di trovare il modo per gratificare e stimolare tutte quelle nuove leve che le aziende italiane hanno la fortuna di poter seguire e formare in base alla propria tradizione e necessità.”

Fonte: Silvia Zanella, Redazione Monster.it



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