L’ultima sfida di Inditex:

Data

mag 07, 2008

RENATA FONTANELLI

Un nuovo marchio che si aggiunge agli otto già esistenti, dei quali il più famoso è Zara. Inditex, il colosso spagnolo che si è inventato la formula vincente della fast food fashion, sta per lanciare Uterque, nuova catena di negozi dedicati esclusivamente agli accessori. Le collezioni di borse, scarpe, articoli in pelle, occhiali e ombrelli saranno affiancate da una piccola linea di abbigliamento in pelle e verranno prodotte in Spagna dagli stessi fornitori che da anni lavorano con il gruppo.
Entro la fine del 2008 è prevista l’apertura di una ventina di negozi monomarca tra Spagna, Portogallo e Grecia, mercati dove il gruppo ha ormai consolidato una forte esperienza di vendita. Dopodiché si passerà all’attacco delle piazze internazionali. Spiega l’azienda: «Inditex continua ad analizzare nuove opportunità di business e crediamo che il settore degli accessori abbia una forte potenzialità. Per questo abbiamo deciso di creare Uterque, espressione latina che significa "dualità", e che implica un concetto di universalità e individualità. Il punto forte di questo nuovo marchio sarà l’eccellente relazione tra qualità e prezzo, cosa che del resto già accade per tutte le nostre produzioni». Il gruppo, che ha la propria forza nella velocità delle catene produttive e del riassortimento delle collezioni, oltre a Zara, possiede già le firme Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home, Massimo Dutti, Pull and Bear e Kiddy’s Class. L’abbigliamento viene prodotto internamente nelle proprie aziende o attraverso fornitori che lavorano in esclusiva per Inditex. A La Coruna, in Galizia, patria natale del fondatore Arancio Ortega Gaona c’è un centro logistico tra i più importanti e sofisticati a livello tecnologico del mondo.
Ed è proprio a La Coruna che nel 1975 è stato inaugurato il primo monomarca del gruppo, Zara. Oggi Zara conta più di mille negozi, quasi tutti di proprietà e, come spiega la società, «stiamo entrando in nuovi mercati. Entro la fine del mese apriremo i primi due negozi in Corea, e poi in Ucraina, mercato che in questo momento ha un fortissimo potenziale. Entro la fine dell’anno poi inaugureremo, sia in Egitto, che in Montenegro». Zara ha debuttato in Italia nel 2001 creando un autentico sconvolgimento nel mercato dell’abbigliamento che ha così dovuto cominciare a confrontarsi con un modello di business basato su una moda veloce, a costo decisamente contenuto ma con una forte impronta "fashion".
Persino le grandi firme abituate a dettar legge sul mercato, con l’arrivo di Zara e di altre grandi catene internazionali hanno dovuto adeguarsi a nuovi ritmi produttivi e far crescere il numero di collezioni per riuscire a soddisfare una clientela sempre più sensibile alle novità ed ai cambiamenti. «La nostra forza, sia per Zara che per gli altri marchi sta nella flessibilità e nell’innovazione. Per noi il fattore principale, quello che consideriamo più importante è il tempo. Inoltre crediamo che i veri protagonisti siano i clienti. Sono loro a creare la domanda e a farci capire che tipo di moda desiderano. Il nostro compito è accontentarli nel minor tempo possibile».
Politica dell’azienda, nonostante le grandi dimensioni (3700 strutture in 68 paesi e un organico di settantanovemila persone) è quella di mantenere un controllo totale della filiera, dalla produzione alla distribuzione tutto avviene attraverso strutture di proprietà. In quanto alla filosofia di marketing «la nostra strategia, a eccezione del brand Massimo Dutti, sostenuto da una campagna pubblicitaria mondiale, si basa esclusivamente sulla ricerca di prime location, sul passaparola dei clienti e sulla qualità dei prodotti e dei servizi». Il gruppo dedica grande attenzione alle politiche di sviluppo ecosotenibili e dal 2002 elabora un Rapporto di Sostenibilità in conformità agli standard del Global Reporting Initiative.
Nell’esercizio del 2007 l’utile netto è aumentato del 25% fino a 1.250 milioni di euro. Le vendite sono cresciute del 15%, raggiungendo 9.435 milioni. L’amministratore delegato Pablo Isa ha così commentato i risultati del 2007: «Un’evoluzione soddisfacente, specchio di una crescita solida». In quanto al 2008, anno che fino ad ora ha registrato molti cali in termini di fatturato per le aziende del settore, Inditex dichiara: «Una situazione di normalità, in linea con le nostre aspettative. Le vendite, a fine marzo, sono cresciute del 17%». Per il 2008 sono previsti investimenti per circa 1.000 milioni di euro, destinati per l’80% «all’apertura di nuovi negozi, circa seicento, e alla ristrutturazione di quelli già esistenti, e per il restante a migliorare ulteriormente le varie fasi del processo produttivo, in particolar modo il sistema logistico che è una delle chiavi principali del nostro successo».