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May 5, 2008

L’espansione di Breil Milano

Fonte: La Repubblica - Affari & Finanza




ENRICO MARIA ALBAMONTE

Passa per l’espansione retail la crescita di Breil Milano. Il marchio di orologi e gioielli di alta gamma lanciato nel 2007 dal gruppo Binda, noto per aver introdotto sul mercato i primi segnatempo unisex, è approdato a Firenze in via dei Calzaiuoli, in uno spazio completamente ristrutturato. Che è anche il primo store italiano allestito con il nuovo concept architettonico destinato a tutti i futuri negozi del marchio.
Un mix di moda, design e opere d’arte esposte in tutti i nuovi negozi del brand oltreché, com’è ovvio, in quelli già esistenti. «Dopo Barcellona e Firenze e l’inaugurazione di Berlino — anticipa Gianni Pieraccioni, managing director di Binda Spa, la holding che controlla il brand — entro l’estate le prossime tappe previste per lo sviluppo retail del nostro marchio saranno le città di New York e di Roma».
Intanto il management dell’azienda sta cercando nuove location in aree ricche di opportunità, soprattutto nei mercati così detti emergenti: da un lato in Sud America a S. Paolo del Brasile, dall’altro in Cina, dove l’espansione comincerà da Shangai per toccare poi le principali città dell’ex Celeste Impero, e dove il gruppo ha aperto una filiale nel 2007. «Il nostro obiettivo — dice in proposito Pieraccioni — è di arrivare, da qui al 2012, a contare su cento negozi targati "Breil Milano" in tutto il mondo». Oggi il marchio ne annovera già una trentina, di cui due terzi di proprietà e un terzo in franchising. Intanto continua lo sviluppo sia in Italia che sui mercati esteri in cui Binda ha già, tra l’altro, delle filiali: Spagna, Portogallo, Regno Unito, Germania e Stati Uniti.
Nel mirino del piano di espansione ci sono anche la Russia, il Brasile e l’India, paesi che il gruppo vuole presidiare direttamente con filiali proprie. Attualmente Breil Milano, la cui quota export è pari al 45 per cento, è presente in più di 60 paesi. Non sorprende quindi che sia proprio l’internazionalizzazione il volano della sua crescita. Anche perché l’espansione distributiva sui mercati esteri rappresenta un’efficace strategia promozionale per la nuova immagine dei marchi del gruppo.
«I negozi sono formidabili armi di comunicazione», tiene a sottolineare Pieraccioni. E aggiunge: «Abbiamo deciso di separare le due anime del nostro storico marchio Breil creando con due nuove etichette: la prima, Breil Tribe, è una linea giovane e accessibile di segnatempo e monili. La seconda, Breil Milano, che in questo momento è il nostro fiore all’occhiello, sta diventando sinonimo di lifestyle di lusso corrispondente alla fascia alta del mercato». Nelle vetrine dei nuovi monomarca Breil Milano occhiali, profumi e articoli di pelletteria affiancano gli orologi, disegnati in Italia e realizzati in Svizzera, e i gioielli in oro, diamanti e altre pietre preziose, considerati dall’azienda i prodotti trainanti per il suo sviluppo futuro.
Breil Milano fa parte del gruppo Binda che negli anni è diventato un grande player del settore. Lo dimostrano gli ultimi dati di bilancio: 297 milioni di euro di fatturato consolidato messi a segno dal gruppo nel 2007, (in crescita del 17 per cento), su cui Breil Milano incide per il 25 per cento. E, secondo le previsioni, entro il 2015 questa quota dovrebbe raggiungere il 50 per cento.
Oggi il gruppo, fondato nel 1906 da Innocente Binda come azienda specializzata nell’orologeria, è una vera e propria macchina da guerra: oltre ai quattro marchi di proprietà, Breil Milano, Breil Tribe, Wyler Genève e Details, ha in portafoglio licenze di orologi e gioielli per D&G, MoschinoCheapAndChic, e di segnatempo per Ducati e Ducati Corse Watches. Parallelamente Binda distribuisce anche linee di orologi firmate Seiko, Lorus, Glam Rock e Paris Hilton Watches. Un business ampio e diversificato che ha valso a Binda il sedicesimo posto nella graduatoria delle aziende del settore dell’oreficeria a livello mondiale.
Un successo ottenuto anche grazie a intuizioni felici. Come quella di mettere, a partire dagli anni Novanta, gli orologi Breil al polso delle icone del glamour hollywoodiano: da Monica Bellucci a Carrée Otis fino a Eva Green. E oggi anche Charlize Theron, sensuale testimonial di Breil Milano. Il risultato è una comunicazione audace, amplificata dalla scelta del mezzo televisivo come canale privilegiato di diffusione, in controtendenza rispetto alle altre aziende, senza però tralasciare la carta stampata.
Una strategia che lascia il segno e costituisce un punto di forza per la società. Come conferma anche Pieraccioni: «Il nostro gruppo è il primo investitore in Italia e fra i primi in Europa per la comunicazione pubblicitaria nel settore moda».



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