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March 27, 2008

La busta paga non tiene il passo del costo della vita

Fonte: Il Sole 24 Ore

Nell'ultimo anno la crescita retributiva è rallentata. Dirigenti, quadri, impiegati e operai: tutti sulla stessa barca. E il mare è agitato. Basti pensare che, se l'inflazione è cresciuta dell'1,8%, gli stipendi di dirigenti e operai non sono riusciti a starle dietro: nel primo caso l'incremento è stato nullo, nel secondo dell'1,1%. Cifre contenute, che si impennano leggermente quando l'analisi si sposta su quadri e impiegati, che nell'ultimo anno hanno guadagnato potere di acquisto: per entrambi la retribuzione è cresciuta del 2,5%. Se sapesse che i prezzi dei beni ad alta frequenza di consumo sono aumentati del 2,9%, anche chi appartiene a queste categorie non trascorrerebbe notti tranquille.

È un quadro a tinte fosche quello che emerge dal nono rapporto sulle Retribuzioni in Italia 2008 di Od&M Consulting, società di consulenza direzionale che ha analizzato oltre un milione di profili retributivi di dipendenti privati, raccolti dal 2003 al 2007. Il campione comprende oltre 92mila dirigenti, quasi 214mila quadri, circa 688mila impiegati e oltre 72mila operai. Il vero problema, ricorda Claudio Lucifora, professore di Economia politica dell'università Cattolica, è un altro: «Da tempo in Italia la produttività non cresce. Di conseguenza, è difficile che possano aumentare le retribuzioni».

In ogni caso, la busta paga non tiene il passo del costo della vita. Diagnosticato il male – che è comune – ogni categoria di lavoratore presenta propri sintomi. I dirigenti, ad esempio, hanno assistito nell'ultimo anno a un calo della parte fissa della busta paga (-0,6%) e a un passo in avanti sul fronte del variabile, che ha invece messo a segno un +4,7%. Nulla di nuovo: quella che vede il variabile guadagnare terreno sul fisso è in realtà una tendenza in atto già da tre anni. «Laddove la possibilità di incidere sui risultati è maggiore – commenta Lucifora – è normale che il variabile conti di più». Diverso invece il caso dei quadri, che – a quanto sembra – hanno tutti i motivi per pensare in positivo. Entrambe le componenti dello stipendio sono aumentate: la fissa del 3%, la variabile del 4,7%. Diametralmente opposta a quella dei dirigenti è la situazione degli impiegati: la parte fissa della retribuzione ha accelerato (+2,7%), quella variabile ha invece tirato il freno a mano, con un calo addirittura del 6%. Se si prendono in considerazione le buste paga di dirigenti e quadri, quindi, il variabile recupera terreno sul fisso. Nelle buste paga degli impiegati invece le parti si invertono.

Gli stipendi si muovono a ritmi diversi anche a seconda del mercato e del territorio in cui agisce un'azienda. Per dirigenti, quadri e impiegati i valori retributivi più alti si registrano al Nord Ovest, i più bassi al Sud d'Italia. Quanto poi alla parte centrale del Paese, da queste parti si sono registrate le variazioni di retribuzione inferiori. Nell'ultimo anno – è la conclusione – i differenziali retributivi tra Nord e Centro Sud si sono ulteriormente amplificati.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/03/busta-paga-ricca.shtml?uuid=10ee0498-fb58-11dc-978c-00000e251029&DocRulesView=Libero

 

 



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