Franchises News


June 11, 2010

IL FRANCHISING ITALIANO ACCETTA LA SFIDA

Comunicato Stampa

Secondo i dati del Rapporto Franchising Italia 2009 di Assofranchising il comparto è sano, preparato e pronto a rispondere alla domanda di modernizzazione e crescita imprenditoriale

Giugno 2010 - Il franchising italiano è presente ed è pronto ad affrontare le sfide che la nostra epoca ci pone, in primo luogo la domanda di modernizzazione e di crescita del mondo d’impresa in Italia. Con questa forte e chiara affermazione, Graziano Fiorelli, Presidente di Assofranchising, di recente rieletto a capo della principale associazione italiana del comparto, ha aperto i lavori della 5a Conferenza Nazionale del Franchising 2010, dal titolo “Il franchising protagonista dello sviluppo distributivo”, svoltasi alla Camera di Commercio di Milano, l’8 giugno. Nel corso dell’evento, ha presentato anche il “Rapporto Franchising Italia 2009. Strutture, Tendenze e Scenari” con i dati definitivi sul franchising nell’anno 2009.  

Presenti al tavolo dei lavori anche importanti esponenti delle Istituzioni, come Massimo Garavaglia, Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato e membro della Commissione Parlamentare per la Semplificazione della Legislazione, Stefano Maullu, Assessore alle Attività Produttive della Regione Lombardia, e Leopoldo Franza, Dirigente della Seconda Divisione Promozione e Scambi del Ministero delle Attività Produttive, in rappresentanza del Ministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, che ha siglato con Fiorelli durante la Conferenza Nazionale un accordo di partenariato sull’internazionalizzazione.  

IL FRANCHISING COME INCONTRO, DIALOGO E BUSINESS  

“Ci troviamo in un contesto di sfide impegnative per il Sistema Paese e alle parole e alle azioni sterili è fondamentale sostituire idee forti e realistiche: questa è la strada che il franchising italiano vuole percorrere, in qualità di protagonista per il rilancio dell’economia – ha dichiarato Graziano Fiorelli -. E Assofranchising è presente in tutti i campi: nei confronti degli imprenditori, perché la business community del franchising è una realtà che grazie anche all’opera dell’associazione è oggi in via di concreto consolidamento. Nei confronti delle Istituzioni, e ne è testimone il rinnovato accordo di collaborazione con Camera di Commercio di Milano, che per il quinto anno di fila ha ospitato la Conferenza Nazionale. Non solo, altri importanti soggetti istituzionali sono sempre più ricettivi e propositivi nei confronti del franchising. Fra essi il Commercio Estero del Viceministro Urso, con cui abbiamo avviato un percorso comune, ma anche l’universo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, con cui è stato messo in pratica un primo strumento concreto per l’area del MercoSur. Assofranchising è presente verso il mondo degli imprenditori, piccoli medi e grandi, che intendono valutare se, e come, affacciarsi al franchising. E anche nei confronti di stampa, scuola, università e media poiché il franchising è un “luogo aperto”, per sua natura portato al dialogo e al rapporto con i mercati, con i giovani, con chi fa informazione, con chi fa formazione. E’ questo, in estrema sintesi, la Conferenza Nazionale del Franchising: un luogo al tempo stesso di business, di incontro con le Istituzioni per attivare strumenti effettivi, di dialogo con vari attori sociali per far sì che il franchising sia sempre più una componente virtuosa del nostro sistema economico e distributivo.”

I NUMERI CONFERMANO LA VITALITÀ DEL COMPARTO  

Concretezza, dinamicità, capacità nell’affrontare i momenti di crisi: sono queste alcune delle caratteristiche del franchising e i numeri relativi al 2009 (confrontati con quelli del 2007, anno precedente alla crisi dei consumi) sono significativi per sottolineare ulteriormente la vitalità del comparto.

“Siamo appena usciti da un cosiddetto biennium horribilis rappresentato dal 2008 – 2009 – continua Fiorelli – e secondo i dati del “Rapporto Franchising Italia 2009. Strutture, Tendenze e Scenari” per il secondo anno frutto di una collaborazione strutturata fra Osservatorio Permanente sul Franchising, Quadrante e la struttura Assofranchising , crescono, pur in un momento di profonda stagnazione dei consumi, gli imprenditori che hanno sviluppato sistemi in franchising (+ 2%), con ben 23 reti in lancio, a riprova dell’attualità della formula distributiva in franchising. Il sistema del franchising registra nel complesso un fatturato in leggera crescita (di +1,7%). Il fatturato è rimasto dunque in buona sostanza costante nell’arco del triennio 2007- 2009. In leggera contrazione il numero degli occupati, (- 0,9%) dato che non può non risentire della generale necessità di snellire le strutture di costo dei punti vendita. Costante invece la dimensione media delle reti (61,3 franchisee).”

Per quanto concerne la presenza delle reti italiane all’estero, questa è rimasta in costante leggero aumento, passando da 211 a 222 franchisor nell’ultimo anno. Si conferma dunque il trend a uscire dal mercato domestico, con volumi però ancora molto sotto il potenziale che il settore può esprimere. Su scala territoriale si rafforza la presenza delle reti nell’area nord-ovest, mentre c’è una sostanziale tenuta delle reti nell’area nord-est e nel centro, e un sensibile rafforzamento delle reti nell’area sud.

“Il franchising dunque mantiene la propria posizione – continua Fiorelli -. E non solo mantiene: continua, pur in un periodo difficilissimo, a mostrare dinamismo, a dimostrazione che le valenze del franchising sono molteplici e ne fanno uno degli strumenti e delle leve più efficaci per affrontare con successo le sfide della distribuzione in mercati globali e ipercompetitivi come quelli odierni. Il franchising non è soltanto uno strumento efficace per cogliere opportunità di mercati in espansione, ma strumento di straordinaria utilità per reggere e tenere le posizioni nelle fasi di crisi.

La sua flessibilità, il fatto che ogni punto vendita è in mano a un singolo imprenditore in grado di reagire in modo tempestivo e proattivo, il confronto strategico fra imprenditori, consentono di resistere e attutire i colpi anche in momenti di crisi, a differenza delle strutture tradizionali che soffrono, perdono terreno e spesso chiudono.

Paragonato allo scenario economico italiano del 2009 (dati Istat) il franchising è un comparto che tiene: i dati Istat sulla produzione industriale e sul conto economico italiano parlano di un - 5% del PIL, - 1,8% dei consumi delle famiglie, - 19 % nelle esportazioni, - 18,4% della produzione industriale. Se paragonati ai nostri dati, è chiaro come il peso specifico del franchising in Italia nel 2009 sia cresciuto. Le ragioni forti per cui il franchising tiene e continua a essere dinamico stanno nella sua coerenza e funzionalità ai nuovi mercati, nella capacità di aggregare risorse per obiettivi comuni, nella flessibilità, e per la sua appartenenza a una cultura dell’agire che va oltre i vecchi schemi di management e di business.”

APPELLI A BANCHE E ISTITUZIONI PER UNA MAGGIORE ATTENZIONE AL COMPARTO

Non sono mancate le critiche da parte di Fiorelli, anche se come nello spirito dell’Assofranchising, costruttive. Un appello è rivolto agli istituti bancari che spesso rappresentano un collo di bottiglia per il finanziamento di franchisor e di franchisee. Per conoscere meglio il rapporto che intercorre tra il settore bancario e il mondo del franchising, Assofranchising ha commissionato una ricerca alla SDA Bocconi dalla quale sostanzialmente emerge il rischio di un dialogo tra sordi, dove da un lato la banca riconosce raramente al franchising una distintività seppure i numeri, i fatti e l’andamento del comparto siano una chiara testimonianza di vigore e dall’altro l’imprenditore che si aspetta strumenti mirati che realmente non ci sono.

Un altro appello rivolto da Graziano Fiorelli riguarda invece le Istituzioni, che tendono a non considerare il franchising per le sue forti valenze produttive ed economiche. In particolare, il Presidente si è soffermato sul destino incerto di uno dei pochi strumenti istituzionali validi di supporto al franchising, vale a dire Invitalia (ex Sviluppo Italia) a supporto dei nuovi franchisee nelle Regioni disagiate del Mezzogiorno e, con la crisi, in tutta Italia, che ha contribuito a istruire 2.740 pratiche di persone disoccupate di cui sono stati finanziati 617 punti vendita (222 nel commercio e 395 nei servizi) con positivi effetti sulla nuova occupazione per 1.234 addetti nel Sud Italia.

Tuttavia si stanno aprendo anche importanti spiragli di collaborazione con le Istituzioni. Ne è testimonianza la presenza al tavolo dei relatori, di Leopoldo Franza, della Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi, che ha portato i saluti di Adolfo Urso, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, e ha firmato con Assofranchising un accordo quadro per l’internazionalizzazione.

I QUATTRO BINARI DI CRESCITA DEL FRANCHISING  

La conclusione di Graziano Fiorelli verte sull’identificazione dei quattro binari di crescita del franchising, che concorrono a consolidare la tenuta del sistema Italia e la sua possibile fase espansiva: “il primo binario è il rilancio dell’imprenditoria commerciale locale attraverso la nascita dei franchisee che si affiliano, che può rappresentare per alcuni settori, come l’alberghiero o le produzioni alimentari tipiche, un fattore decisivo per il loro rilancio. Il secondo è la messa in relazione del sistema delle PMI di eccellenza con il franchising, che può rappresentare una componente di fondo per la competitività del nostro sistema d’impresa. Il terzo è l’internazionalizzazione: i mercati esteri, tramite il franchising, come terreno di espansione della capacità e innovazione produttiva e commerciale italiana. E infine, quarto binario, la formazione, che i primi tre unisce trasversalmente, e che rappresenta il substrato di partenza per poterli rendere effettivi.”

 

Ufficio stampa Studio Press:  Gabriella Manerba Paola Colla

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