Franchises News


June 18, 2009

Fiat scommette sull'Asia: ecco la Punto made in India

di Marco Masciaga




La Fiat ha presentato ieri a New Delhi la Grande Punto con l'obiettivo di farne uno dei prodotti di punta della propria gamma di modelli realizzati in India sia per il mercato locale che per l'esportazione. La vettura sarà prodotta nello stabilimento di Ranjangaon, non lontano dal distretto dell'auto di Pune, nello stato occidentale del Maharashtra e sarà disponibile in tre motorizzazioni, due a benzina e una diesel, e otto versioni. Nelle prossime settimane, in linea con la crescente tendenza a fare dell'India un hub produttivo non solo per il crescente mercato domestico, ma anche per altri paesi, una parte della produzione prenderà la via del Sud Africa.
«In attesa che la ripresa si faccia sentire anche in Occidente - ha spiegato Silverio Bonfiglioli, chief operating officer di Fiat Group Automobiles - pensiamo che l'India, assieme agli altri paesi Bric (Brasile, Russia e Cina) ci potrà dare molte soddisfazioni». L'obiettivo di medio periodo, ha spiegato il chief executive officer di Fiat India Automobiles Rajeev Kapoor, è di vendere tra i 2mila e i 2.500 esemplari al mese, mentre entro la fine del prossimo anno la joint venture tra il gruppo torinese e Tata Motors si è data l'ambizioso obiettivo di immettere sul mercato 70mila vetture all'anno tra Grande Punto, Linea e Palio. Un target che nei piani di Fiat India dovrebbe triplicare entro i 5 anni successivi.
Il lancio della Grande Punto sul mercato del Subcontinente coincide con una fase di ripresa del mercato indiano dell'auto dopo che, nella seconda metà del 2008, le vendite erano andate progressivamente contraendosi. Nel bimestre aprile-maggio il mercato dei veicoli passeggeri è cresciuto dell'1,68% con le auto a +3,29%, soprattutto grazie alla performance di Fiat, Honda, Maruti Suzuki e Toyota e nonostante la flessione registrata sia da marchi di lusso come Bmw e Mercedes che da player per il mass market come Hyundai, Skoda e Tata Motors.
Tra i fattori che hanno contribuito alla ripresa delle immatricolazioni ci sono stati i ripetuti tagli ai tassi d'interesse che, in un mercato che dipende in maniera massiccia dai finanziamenti, sono uno strumento essenziale per stimolare le vendite. I ritocchi alla repurchase rate dello scorso inverno sono stati decisi mentre le economie mondiali stavano rallentando e sono stati resi più efficaci da un pacchetto di incentivi fiscali che hanno reso meno oneroso l'acquisto delle autovetture.
Negli Stati Uniti, intanto, la Chrysler ha comunicato che riprenderà entro la settimana prossima la produzione in sette dei suoi impianti produttivi in Nordamerica (quattro negli Usa, due in Canada e uno in Messico) che producono il grosso della gamma di auto e light truck dell'azienda americana, di cui Fiat ha acquistato il 20 per cento. Tutti gli impianti si fermeranno poi dal 13 al 24 luglio per la pausa estiva di due settimane.

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