Franchises News


February 9, 2011

Franchising e pubblicità - Aspetti giuridicamente rilevanti

Rubrica Avvocato Adamo




 Franchising e pubblicita'– aspetti giuridicamente rilevanti – tra Giudice ordinario, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Giurì di Autodisciplina

Un buon franchising network necessita di un marchio “forte”, tale da suscitare interesse ed “attrazione”, tanto nel consumatore, quanto nell'aspirante affiliato. Il quale deve avere la certezza di operare nell'ambito di un team fortemente sostenuto dal franchisor, che se ne fa “garante”.

Per fare ciò, veicolo fondamentale rimane quello pubblicitario. Tanto più un brand verrà accreditato, quanto più esso è stato fatto oggetto di campagne pubblicitarie (i cui oneri solitamente, nell'ambito dei contratti di franchising vengono suddivisi tra franchisee – per le campagne locali – e franchisor – per le campagne nazionali).

La pubblicità, in ogni caso, pur essendo un veicolo essenziale per l'accreditamento del brand, costituisce anche fattispecie giuridicamente rilevante, in grado di generare effetti sia in relazione ai consumatori, sia in relazione ai concorrenti. In primo luogo, essa deve risultare “veritiera e corretta”. E' ammessa, ovviamente, la valutazione positiva del proprio “prodotto” o “sistema”, ma tale valutazione deve essere formulata con modalità coerenti con il disposto della Legge, o del Codice dell'Autodisciplina pubblicitaria (il quale ultimo, fra l'altro, a seconda della tipologia di prodotto, detta poi delle norme ad hoc, talora – come nel caso di prodotti in sé 'pericolosi' - anche particolarmente rigorose).

Ogni violazione della disciplina in materia di pubblicità (sia essa disciplina legislativa o Autodisciplinare) risulta sottoponibile a censura. Talora da parte del “consumatore” (o, a seguito della introduzione della 'class action', anche dalle Associazioni di consumatori), il quale potrà agire in giudizio anche per l'annullamento del contratto e per il risarcimento del danno 'da pubblicità ingannevole'. Talaltra, da parte della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato , dotata di poteri istruttori (esercitabili anche d'ufficio) particolarmente penetranti, e di poteri sanzionatori che la legittimano alla irrogazione di multe anche nell'ordine delle decine di migliaia di Euro. Talaltra, infine, da parte dei concorrenti, i quali potranno agire (tanto avanti il Giudice ordinario, quanto avanti l'Autorità, quanto infine avanti il Giurì di Autodisciplina) per ottenere la inibizione della pubblicità ritenuta “scorretta” ed il risarcimento del danno.

Emerge, allora, in tale contesto, l'importanza assoluta della preventiva valutazione giuridica degli effetti della campagna di reclamizzazione. Una campagna tanto più “prudente” e veritiera, ove sottoposta ad apposite verifiche preventive potrebbe generare effetti assai virtuosi rispetto al pernicioso effetto boomerang generato dalla (non auspicata) inibizione di una pubblicità giudicata “ingannevole”.

Giovanni Adamo Fondatore Studio Legale Adamo (www.studiolegaleadamo.it) - Avvocato in Bologna – Cultore della Materia di Diritto Civile nell’università di Bologna



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