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December 18, 2007

Cina: varata nuova legge protezionista

Fonte: AGI China 24




La Cina punta al protezionismo? Una nuova legge in vigore dal primo dicembre scorso pone delle limitazioni ai settori in cui i gruppi stranieri possono investire: si va dai minerali all’immobiliare, passando per finanza e assicurazioni (1).

La norma varata dalla NDRC (National Development and Reform Commision), agenzia di stato che gioca un ruolo chiave nello sviluppo economico del paese, ha bloccato completamente gli investimenti stranieri nel campo delle risose minerali non rinnovabili (come ad esempio tungsteno e antimonio) e posto dei limiti precisi sulla raffinazione di alluminio e rame, così come nell’esplorazione per la ricerca di metalli preziosi. Completamente proibiti anche gli investimenti nella raffinerie petrolifere di piccolo e medio livello.

Sul fronte del real estate, sono stati fissati limiti molto rigorosi su alberghi e centri commerciali, così come sulla proprietà di agenzie immobiliari. Come vanno lette le mosse di Pechino? I pareri sono dicordanti. Secondo Chen Xingdong, economista alla BNP Paribas nella capitale cinese, la norma segna un punto di svolta nell’attitudine cinese verso gli investimenti dall’estero: “In passato non c’era alcun controllo, si apriva la porta a chiunque volesse investire. Adesso si punta a una crescita rapida che non pregiudichi la qualità, per questo sono più che benvenuti gli investimenti nel campo dell’ambiente, della ricerca energetica e della tecnologia avanzata”. Ma in una dichiarazione resa all’agenzia AFP da Shin Minggao, economista della Citigroup a Pechino, si ravvisa qualche perplessità: “Credo che il governo sia giustamente preoccupato per la crescita dei prezzi e voglia assicurarsi che le risorse siano esclusivamente nelle mani di compagnie cinesi. Ma a mio avviso la direzione dovrebbe essere verso l’apertura di più settori, invece che verso la loro chiusura” (2).  

1) E’ prevista anche la necessità di un’approvazione di livello nazionale per effetuare fusioni e acquisizioni in questi settori.  

2) Il governo cinese ha deciso di mantenere comunque sotto il controllo nazionale settori strategici come quello militare, le compagnie telefoniche, l’aviazione civile e il petrolchimico.

http://www.agichina24.it/tecnologia/notizie/in-aumento-prezzo-delle-navi-container



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