Franchises News


April 14, 2009

Ecco perché, anche con la crisi, servono più agenti immobiliari

di Marco Maroni

Il settore immobiliare è in crisi, ma proprio per questo motivo il campo dell’intermediazione riserva alcune sorprese. A spiegarlo è Jacopo Grimaldi, amministratore delegato del gruppo Grimaldi, uno dei nomi più blasonati nel settore dell’intermediazione immobiliare in Italia. La rete conta 200 agenzie e fa parte di un gruppo, Ubh - Tree real estate, che consorzia altri due nomi del franchising immobiliare, Gabetti e Professione Casa, per un totale di 1.500 agenzie. Assieme stanno cercando circa 400 agenti, segno che il settore è dinamico nonostante la crisi. Le compravendite di case sono passate dalle 850mila del 2007 alle 650mila del 2008, va però considerato che, normalmente, la metà delle transazioni avviene senza il passaggio dall’agenzia. In tempi di difficoltà, invece, il ruolo dei professionisti è rivalutato.
La vivacità del settore dell’intermediazione in tempi di crisi dell’immobiliare può sembrare un paradosso. Come si spiega?
«Il momento di mercato è difficile, ma è proprio in queste situazioni che chi vuole vendere o comprare la casa si sente più rassicurato rivolgendosi a intermediari preparati. Di questi tempi stiamo infatti costruendo molte nuove scuderie di lavoro».
Insomma, quando c’è incertezza si rinuncia al fai-da-te?
«Il cliente percepisce di più il valore della professionalità. Il marchio, nei momenti difficili, aiuta».
Come avviene il reclutamento di nuovi agenti nel network?
«Ci sono tre step: i giovani motivati a fare questo mestiere da noi fanno un periodo iniziale di sei mesi nel quale seguono corsi di formazione specifici. Poi si diventa funzionario junior, si comincia a lavorare affiancando un agente esperto, si prende l’abilitazione della Camera di commercio, e dopo sei mesi si diventa funzionario senior, quindi agente».
Cercate giovani?
«Non cerchiamo solo giovani alla prima esperienza, ma anche professionisti che già lavorano ma che vogliono cogliere l’opportunità di entrare in un grande gruppo».

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