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April 3, 2007

Le buone notizie ora vengono tutte dall’Europa

Il punto - Giuseppe Turani

Ormai siamo entrati in un mondo che è sempre più duale: dall''Europa arrivano solo notizie positive mentre dall'America arriva il contrario. Una recente indagine della Commissione europea ha confermato che la disoccupazione, nel Vecchio Continente, è ai minimi e continua a scendere. E salgono invece la fiducia delle imprese (un po' in tutti i settori) e dei consumatori, che cominciano a frequentare di più i negozi.
L'Europa, insomma, ha preso davvero a correre e è probabile che, alla fine, la sua crescita risulti superiore a quel 2,4 che da più parti è stato indicato come un target possibile.
Per contro negli Stati Uniti le cose non vanno così bene. La questione viene gestita con molta prudenza. Ma ci sono report interni di alcune grandi case d'affari che segnalano l'arrivo di una crisi piuttosto pesante. Al punto che si dà per certo che entro il 2007 la Federal Reserve sarà costretta a abbassare il costo del denaro dal 5,25 per cento al 4 per cento, per impedire il disastro e per sorreggere in qualche modo l'economia più grande del mondo.
A differenza di quello che accadeva anni fa, però, la crisi americana (soprattutto se verrà contenuta dalla banca centrale attraverso il taglio dei tassi) non sembra in condizioni di danneggiare la ripresa europea.
In Italia, se possibile, le cose vanno ancora meglio. Le casse pubbliche cominciano a essere piene di denaro e la ripresa è quasi certamente più forte di quello che appare dalle statistiche ufficiali e dalle previsioni dei centri di ricerca (sempre prudenti). In marzo, secondo la Confindustria, la produzione industriale dovrebbe essere cresciuta dello 0,5 per cento rispetto al mese precedente. Il che significa che la produzione industriale sta crescendo al ritmo del 6 per cento all'anno. Un vero boom, soprattutto se i dati di marzo troveranno una conferma nei mesi successivi.
Per ora, comunque, c'è questo dato molto positivo e ci sono le entrate fiscali che stanno volando (a riprova del fatto che il sistema produttivo si è rimesso in moto).
La conclusione a cui si arriva, quindi, è sempre la stessa, ma è importante. In questo momento l'Italia sta vivendo un momento magico che potrebbe anche portarla a chiudere l'anno con una crescita del 2,5 per cento (dopo il 2 per cento dell'anno scorso). Ma, sopratutto, c'è in giro una nuova voglia di fare e di crescere, dopo anni di stanchezza.
Per la politica, questo sarebbe esattamente il momento di fare davvero qualcosa di positivo. Qualche polemica in meno e qualche opera buona in più. In fondo, non dovrebbe essere così difficile.



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