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La necessità di un approccio multidisciplinare al business in franchising

Il network va predisposto impiegando specialisti diversi





La esperienza professionale sino ad ora maturata nell'ambito dell'analisi dei franchising networks ha fatto emergere l'importanza addirittura basilare di un approccio multidisciplinare al “problema franchising”. Questo vale, oggettivamente, sia dalla parte dei franchisors, sia da quella dei franchisees. 

Per quanto concerne i franchisors, infatti, e tanto nel campo del franchising di prodotto quanto in quello del franchising di servizio, è evidentissimo che il network va predisposto impiegando specialisti diversi, che si occupino di campi d'azione diversi. Occorre un giurista, che predisponga i testi contrattuali, verifichi la possibilità di creare diverse tipologie di contratto (ad esempio: conto vendita o meno). Occorre un esperto fiscalista, che analizzi le modalità di gestione maggiormente opportune sotto il profilo tributario. Occorrono, ancora, un esperto analista di reti franchising, che determini nella maniera più precisa possibile l'ipotesi di realizzo dei ricavi, le modalità di raggiungimento di essi, e le possibili azioni correttive in caso di discostamento dei “numeri” dal business plan predisposto all'inizio. Per non parlare, poi, della necessità di disporre di risorse anche internalizzate specificamente dedicate (e non certo improvvisate) alla rilevantissima problematica del c.d. visual merchandising, ovverosia del complesso di tutte quelle attività (dalla predisposizione della vetrina a quella degli scaffali, alla sistemazione degli arredi) che rendono un esercizio commerciale maggiormente attrattivo rispetto a quello della concorrenza. Sotto tale specifico profilo, e tanto per esemplificare, abbiamo avuto modo di riscontrare che in un medesimo centro commerciale ove coesistevano due negozi della medesima tipologia la differenza di ricavi tra quello gestito in maniera consapevole e quello gestito in maniera “improvvisata” era nell'ordine del 300%!

La prospettiva del franchisee è certamente più “ridotta” in termini quantitativi, ma non per questo meno rilevante. Spesso l'apertura di un negozio in franchising costituisce per molti l' “occasione”, inseguita investendo magari i risparmi di una vita. Anche in questo caso, l'approccio “multidisciplinare”, anche se certamente in maniera meno complessa rispetto al franchisor, è di grande ausilio.
In primo luogo, personalmente ritengo non del tutto scevro da rischi definire un determinato franchising network qualcosa cui si può aderire anche senza alcuna esperienza imprenditoriale. Talora alcuni messaggi pubblicitari sembrano infatti fare ritenere che al network si possa aderire quasi con superficialità, “perché pensa a tutto il franchisor”. In realtà le cose stanno assai diversamente. Il meccanismo del franchising non deve infatti far dimenticare che il franchisee è pur sempre un imprenditore commerciale del tutto autonomo, e che come tale assume su di sé il rischio imprenditoriale dell' “affare”. Adempiute correttamente le proprie obbligazioni, infatti, il franchisor (che certo non è responsabile oltre ciò che può ragionevolmente attendersi) ha de facto esaurito i suoi compiti, ed è qui che il franchisee può “giocare” il suo ruolo di imprenditore: se è imprenditore accorto (e se non vi sono congiunture di mercato particolarmente sfavorevoli) avrà successo. In caso contrario, rischia di vanificare l'investimento effettuato. In quest'ottica, allora, risulta di tutta evidenza l'importanza della nominata “multidisciplinarietà”: avvalersi di un team di professionisti esperti della materia (che nel caso del franchisee assume la veste di advisor sui rischi connessi al contratto, a quelli relativi all' “affare” vero e proprio, alle potenzialità effettive della rete nella quale si aspira ad entrare, ecc.) in taluni casi, può significare addirittura scongiurare catastrofi economiche realmente rovinose.
Creare un team ad hoc, infine, ha certamente un costo. Ma tale costo, oltre ad essere impiegato per acquistare un “advise” spesso essenziale, può venire ammortizzato per la durata dell'investimento. Un perdita inaspettata, invece, rischia seriamente di minare l'attività economica intrapresa.

Giovanni Adamo 
Fondatore Studio Legale Adamo (www.studiolegaleadamo.it) - Avvocato in Bologna, Catania, Roma e Verona – Cultore della Materia di Diritto Civile nell’università di Bologna



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