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Imprenditoria femminile

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Crescere e competere nel lavoro autonomo



donne imprenditrici

Donne Imprenditrici: crescere e competere nel mercato del lavoro… autonomo

di Simona Tafuri

Nuove strategie di autoanalisi: ora c’è il kit presentato da Unioncamere Emilia Romagna.

Il tema del mercato del lavoro è spesso indagato ponendo particolare attenzione alla partecipazione femminile, cresciuta notevolmente negli ultimi anni in seguito ai cambiamenti economici, culturali e sociali che hanno spinto le donne a bussare alle sue porte. Nonostante ciò, il tasso di occupazione femminile italiano resta tra i più bassi in tutta Europa considerando anche la disoccupazione strutturale quale uno dei principali nodi economici del nostro paese (Tafuri S., 2005). Il modello italiano di welfare, tipicamente familistico, non ha saputo offrire risposte adeguate ai mutamenti dell'identità femminile e ai rapporti tra generi e generazioni, rimanendo ancorato ad un modello centrato sulla femminilizzazione del lavoro di cura (Esping - Andersen, 1999). Con particolare attenzione agli ultimi decenni, è stato mostrato come per ogni generazione di donne (dal 1950 in poi) sia possibile tracciare una peculiare curva dei tassi di attività, per tutte le classi di età, che risulta superiore a quella della generazione precedente (Oneto, 1991); e come sia progressivamente diminuito il fenomeno della temporanea uscita dal mercato del lavoro in occasione del matrimonio e della maternità. 

L'impresa vincente veste gonna e pantalone

Il ruolo delle donne e degli uomini nell'impresa moderna è difficilmente spiegabile se non si considerano, oltre ai dati di tipo statistico-economico, anche quelli di carattere sociale. Le interconnessioni tra struttura sociale e sviluppo economico del nostro paese sono visibili, particolarmente, dal dopoguerra: il lavoro e la propensione all'imprenditorialità erano ancorati ad una forte centralità della famiglia e al suo sistema di valori. Una famiglia "allargata", di tipo tradizionale, gerarchica e non paritaria nel rapporto tra i suoi componenti svolgeva un ruolo di “centro di servizi.” Il pensiero “romantico” del ritorno alla famiglia allargata - perfino gerarchica! - è oggi più forte che mai. In questo senso, per esempio, i comitati per l'imprenditoria femminile, costituiti presso le Camere di Commercio, sono stati e sono un’innovazione per l'organizzazione a rete non gerarchica ma funzionale. Il decreto legislativo n. 23 del 15 febbraio 2010 di riforma dell'ordinamento delle Camere di Commercio (art. 3 comma 2) dispone che gli statuti delle Camere di Commercio prevedano: "norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra donne e uomini ai sensi del decreto legislativo 11 aprile 2006 n. 198, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali delle Camere di Commercio nonché degli enti e aziende da esse dipendenti" (fonte Retecamere - Impresa In Genere).

Mi informo, mi valuto, mi avvio: Kit di autovalutazione per Aspiranti e Neo-imprenditrici 

Un quadro, quello sopra descritto, che ci porta a considerare come sia spesso lo stile, cioè il modo in cui si dà forma e sostanza all’impresa e alla sua operatività, a fare la differenza. L’approccio femminile sa essere flessibile, innovativo nella maggior parte dei casi, ma, dove necessario, sa anche adattarsi a percorrere schemi già collaudati, a cogliere e riproporre idee maschili o, “utilitaristicamente” copiarle. Uno scenario che dipinge un modello femminile di imprenditrice manager che dà valore centrale ad un network operativo che include affari, comunità e famiglia, ed è potenziato dalle abilità relazionali tipiche del management femminile. Le donne imprenditrici pronte a crescere e competere nel mondo del lavoro autonomo si avvalgono, così, di tutte le iniziative che facilitano l’accesso all’impresa, tra queste ultime il Kit di autovalutazione presentato da Unioncamere Emilia Romagna dal titolo: Un Corso navigabile da tutte le imprenditrici. Leggi e impara come aprire o come migliorare la tua impresa (www.ucer.camcom.it). È un’importante novità e subito appare chiara l’utilità e la facilità d’utilizzo: il Kit propone un percorso di autoapprendimento, avvalendosi anche di semplici test di verifica. Si passa dalla “creazione d’impresa” alle “scelte di marketing e analisi di mercato”, dalla redazione del “piano d’impresa” fino ad approfondire competenze ed uffici preposti nel capitolo “a chi rivolgersi e per quali servizi”. Interessante l’excursus sulle Pari Opportunità ed il Diversity Management in azienda. 

 

7.000 le imprese rosa in più rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Lo stock delle imprese femminili esistenti alla fine del 2011 poteva contare su 1,433.863 impresa, pari al 23,5% del totale delle imprese italiane (vedi tab.1). (Unioncamere, Osservatorio sull’imprenditoria femminile -anno 2011)

Fonte: Beesness



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